COPPARO

Centro importante dell’economia ferrarese grazie soprattutto alla sua florida agricoltura.
Citata in documenti anteriori al Mille, la cittadina sorgeva un tempo nei territori di caccia estensi, come testimoniato dalla struttura del Palazzo comunale, ricostruito nel 1822 sui ruderi di un fastoso castello edificato nel 1540 da Ercole II d’Este (Delizia di Copparo).

Storia

Sull’origine del nome Copparo gli storici non hanno certezze e da tempo cercano di ricostruirne l’etimologia; alcuni studiosi sostengono che il nome “Copparo” si ottiene dalla fusione delle parole “coppa d’oro”.
Le origini del territorio risalgono all’alto Medioevo individuate sia da una formazione antecedente al Mille sia all’appartenenza del territorio delle Chiese di Ferrara e Ravenna (955) con il nome ‘’Mass in Copario”. La più antica menzione di Copparo è nel privilegio di Papa Adriano II (870).
Moltissimi documenti ritrovati dagli storici tra Medioevo e Rinascimento fanno riferimento a Copparo come terra contesa tra Ferrara e Ravenna.
Carteggi e documenti di frazionamenti di proprietà terriera mostrano Copparo come centro agricolo assai cospicuo dell’antico nostro territorio, e altri richiami, di un territorio particolarmente ricco di selvaggina e quindi ideale per la caccia.
I Duchi di Ferrara possedevano un castello di caccia, già dall’inizio del 400, e Nicolò d’Este e il Duca Borso frequentavano volentieri, seguiti dalla loro numerosa corte, questi luoghi di svago.
Copparo centro agricolo cospicuo e antico del territorio ferrarese primeggia nel censimento del 1431 come la più vasta superficie seminata a frumento e orzo, allora contava 344 abitanti aumentati a 581 nel 1590, e 1654 nel 1676.
Il paese fu incendiato verso la fine del XV secolo.
Numerose furono le inondazioni e rotte del fiume Po. Nel 1640 il Po ruppe un argine a Zocca inondando Copparo, raggiungendo quasi le mura di Ferrara. Scarse furono le novità portate dalla rivoluzione francese e dal periodo napoleonico. Nel 1908 il territorio del Mandamento di Copparo venne scorporato in cinque Comuni autonomi: Berra, Copparo,Formignana, Ro e Jolanda di Savoia.
Il territorio di Copparo è situato nella Pianura Padana a 18 km da Ferrara e a 50 Km da Bologna , e si trova nel comprensorio del Delta del Po, 10 km di a sud dello stesso fiume. Ha un’estensione di 157 kmq con una popolazione di circa 16.000 abitanti. Il territorio si trova in una naturale posizione centrale tra la città di Ferrara e il mare Adriatico.
La principale realtà produttiva in Copparo è la Berco Spa che dal 1920 ha contribuito allo sviluppo economico produttivo della cittadina, dandogli il carattere di internazionalità . Questa azienda è la prima produttrice europea di ricambi per parti di ‘sottocarro’ su macchine a movimento a terra ,e ancora oggi è considerata leader mondiale del settore.
Copparo è stato, fino all’Ottocento, il più grande Comune Agricolo d’Italia; ancora oggi l’agricoltura è una delle risorse più importanti e qualificanti del territorio, dando uno spazio particolare alla coltivazione della pera, rendendolo uno dei territorio di massima produzione nazionale ed europeo, con qualità di prodotto eccellente, che ha fatto assegnare il marchio IGP (Identificazione Geografica Protetta) alle numerose qualità di pere prodotte.
Copparo inoltre è vivace per una moltitudine di manifestazioni ed eventi.

Municipio Copparo

DELIZIA ESTENSE - RESIDENZA MUNICIPALE

La delizia di Copparo, voluta da Ercole II d’Este per trascorrervi periodi di riposo e svago, fu realizzata tra il 1540 e il 1547 su progetto dell’architetto ferrarese Terzo dè Terzi sulle preesistenze di un antico castello di caccia.
Secondo le descrizioni tramandate dalle fonti ufficiali, l’imponente complesso era composto da cinque torri collegate fra loro e presentava due cortili interni, la facciata verso sud congiungeva due torri mentre il lato nord era formato da altre due torri raccordate da un corpo longitudinale più basso interrotto a metà della quinta torre, la più alta e maestosa di tutte.
A decorare l’edificio furono chiamati alcuni tra i più importanti artisti attivi a Ferrara, fra cui Girolamo da Carpi e Benvenuto Tisi da Garofalo, Battista Dossi e Bastianino. I dipinti vennero distrutti nel terribile incendio del 1808.  Una merlatura ornamentale correva su tutto il fabbricato collegando le quattro torri angolari. La delizia si affacciava inoltre su geometrici e splendidi giardini.
L’edificio si configura secondo la ripresa di una grammatica compositiva “classica” ove la corrispondenza dei singoli elementi si risolve in sontuoso prospetto scenografico.
Nel 1862 il Sindaco Spisani lo acquistò per conto del Comune e nel 1875 lo fece restaurare facendolo diventare sede della Residenza Municipale.

FONTANA MONUMENTALE

Inizialmente i caduti della prima guerra mondiale furono ricordati con due lapidi poste nel 1923 sulla facciata del municipio. Nel 1933, in occasione della costituzione del Consorzio Intercomunale Acquedotto, per celebrare l’arrivo dell’acqua potabile, venne eretta una “Fontana Monumentale”. Nel secondo dopoguerra venne aggiunta una doppia fascia in marmo con i nomi dei caduti nelle guerre risorgimentali d’Africa, di Spagna e della seconda guerra mondiale.
L’imponente fontana-monumento, elegante coronamento dell’acquedotto comunale che oggi funge da opera commemorativa dei Caduti, fronteggia il Palazzo Municipale e campeggia maestosa al centro di Piazza della Libertà. Realizzata in marmo verde imperiale e bianco di Carrara, è costituita da un’ampia vasca rotonda in pietra, contenente acqua di raccolta e getti a spruzzo; da una vasca sfaccettata con iscrizioni relative ai Caduti sui lati esterni e cannule da cui partono getti d’acqua centripeti sui lati interni; da un pilastro bianco e svettante circondato da quattro pilastrate in marmo nero incise a bassorilievi. Le scene rappresentano: Diana della guerra, l’assalto, il canto di guerra, il mutilato, il sacrificio, la pietà al Caduto, Diana della Vittoria e l’onore all’Italia. La vasca centrale porta sul fronte lo stemma in pietra del Comune di Copparo con su scolpiti, a bassorilievo, una corona di alloro, un mazzo di spighe e una coppa.
La fontana fu realizzata dall’architetto forlivese Piero Toschi in collaborazione con lo scultore ferrarese Enzo Nenci, e fu inaugurata il 4 novembre 1935. L’inaugurazione fu posticipata di un anno dalla fine dei lavori, perché il monolite di cristallo originale si ruppe e si dovette sostituirlo con un altro in marmo bianco di Carrara.

TORRE DELLA DELIZIA

Costruita insieme alla Delizia tra il 1540 e il 1545, è rimasta l’unica superstite dell’imponente complesso fatto edificare da Ercole II d’Este, nel territorio di caccia che più fra tutti prediligeva per l’abbondanza della selvaggina migratoria e per i numerosi cinghiali che vi prolificavano. Posta a nord della Villa, aveva funzioni di osservazione verso il Fiume Po (per paura delle frequenti scorribande di truppe veneziane). I lavori di ristrutturazione (1982-88), dovuti all’opera degli architetti Alessandri e Zappaterra, hanno posto in luce alcuni aspetti strutturali di notevole interesse storico come la esistenza dell’ingresso principale che conferma l’orientamento generale della Delizia verso il Grande Fiume. Nella Torre Estense è attualmente collocata la Biblioteca Comunale.

GALLERIA D'ARTE CIVICA EX-CARCERI

Inaugurata nel 2003, la Galleria è sita nelle tardo-ottocentesche ex carceri mandamentali, riadattate a questo uso da Dario Ambrosone e intitolate all’intellettuale socialista Alda Costa. Vi sono permanentemente esposte le opere del Novecento donate al Comune dal gallerista d’arte Renzo Melotti, mentre un ampliamento degli edifici attigui alla galleria consentirà un allestimento più ampio con lavori d’altri artisti contemporanei di proprietà dell’Amministrazione, ora custoditi in depositi. Con i suoi centodieci lavori, tra dipinti, sculture, disegni ed esemplari grafici, la donazione Melotti testimonia il gusto prevalentemente figurativo del collezionista e consente di tracciare un percorso artistico che va dall’Impressionismo, al Cubismo, al Realismo, al Naif, all’Arte Povera, completandosi con una sezione dedicata a Ferrara e al suo territorio.

TEATRO DE MICHELI

L’ideazione del ‘’Teatro De Micheli’’ nacque nel 1908 per iniziativa di Enrico De Micheli che acquistò una porzione di suolo pubblico sulla piazza Vittorio Emanuele II, e sulla quale edificare la propria abitazione con annessa una sala teatrale dotata di galleria sostenuta da colonne interamente di legno, con platea libera e panche.
La realizzazione della “piccola sala” veniva a colmare l’assenza di un ambiente idoneo a diversi generi di spettacolo, con l’obbiettivo di esaudire la crescente domanda culturale e ricreativa della comunità copparese.
L’inaugurazione ufficiale del Teatro avvenne il 22 maggio 1909 con la messa in scena de ‘’ Il Barbiere di Siviglia’’ di Gioacchino Rossini.
Il repertorio offerto dal teatro spaziava tra diversi generi teatrali, dall’opera al cinema, alle recite comico-dialettali ferraresi a spettacoli di varietà e di beneficenza. Grazie alla sua versatilità, la sala divenne tra l’altro luogo istituzionalmente delegato ad ospitare funzioni Pubbliche e Politiche.
Nel 1923 a causa della precarietà della sala, il proprietario decise un vero e proprio rifacimento, che portò il teatro alla configurazione attuale.
La chiusura definitiva avvenne nei primi anni Settanta, per poi esser acquistato nel 1989 dall’Amministrazione Comunale di Copparo. Attualmente il Teatro è regolarmente attivo, e offre diverse rappresentazioni teatrali e cinematografiche di vario genere e gusto.

CHIESA DI SAN PIETRO E PAOLO

La Chiesa Parrocchiale è ricordata negli ‘Statua Ferriare’ del 1287. con il titolo di Pieve era anticamente collegata col capitolo di alcuni canonici. Per le molte alluvioni del Po e per il disastroso terremoto del 1570 divenne decadente cosi che nel 1581 fu quasi totalmente riedificata. Nel 1594 la facciata fu rivolta ad oriente e successivamente ricollocata ad occidente e l’edificio venne arricchito da presbiterio e coro.
Gli andamenti stilistici definiti ‘discutibili’ apportati in seguito ai danni provocati dall’ultima guerra, hanno ulteriormente mutato la primitiva struttura dalla quale sembra non esservi rimasto molto, forse i rosoni.
Il campanile originario risaliva al 1184; quello costruito nel 1813 con cuspide era di 64 metri e venne infine restaurato nel 1954 a seguito di gravi danni arrecati dai bombardamenti e raggiunge ora i 66 metri.

All’intero, la presenza di 2 quadri di Ippolito Scarsella detto Lo Scarsellino.

VILLA BIGHI

Villa Bighi a Copparo è l’unica opera di architettura moderna disegnata dall’eclettico artista Dante Bighi. Costruita nel 1963, è ancora oggi una delle opere di architettura moderna “minore” presente nel territorio ferrarese e non è mai stata una semplice abitazione. Durante tutta la vita del proprietario è stata lo spazio espositivo in cui mettere in mostra il proprio lavoro per l’arte e per le cose belle, per ospitare artisti ed intellettuali del secolo scorso provenienti da tutto il mondo.
Nel 1989 Bighi dona al Comune di Copparo la sua collezione privata di opere d’arte contemporanea: un centinaio di opere di noti rappresentanti dei maggiori movimenti artistici del secondo Novecento, tra cui Fontana, Warhol, Giò Pomodoro, mentre nel 1994 dona al Comune la sua Villa di Copparo con tutto ciò che contiene, dagli arredi alle opere, dai complementi alla grande biblioteca. L’unico vincolo che pone al suo lascito consiste nella volontà di destinare questo luogo alla crescita culturale e intellettuale. Oggi infatti, vi è collocato il Centro Studi Dante Bighi, nato nel 2007 con finalità culturale, e l’obiettivo dell’educazione e della progettazione culturale mirata anche alla rigenerazione del patrimonio immobiliare pubblico dismesso come disegno civico e leva di crescita per la comunità.

VILLA LA MENSA

Sotto l’argine del Po di Volano sorge isolata, in una suggestiva ambientazione, la tenuta “La Mensa”, cosi denominata per i legami con la mensa Arcivescovale di Ferrara. La quattrocentesca villa, come da lapide marmorea posta su portale d’ingresso, fu edificata per volontà di Bartolomeo della Rovere, vescovo di Ferrara, dal 1474 al 1495, nipote di papa Sisto IV e fratello del successore di costui, Giulio II, Giuliano della Rovere.

CHIESA DI SAN VENANZIO

Nelle vicinanze della periferia di Copparo sorge una bellissima chiesetta romanica originariamente chiamata Santa Maria di Savonuzzo oggi denominata S.Venanzio.
Fu costruita nel 1344 sul dosso di un antico alveo fluviale per volere di Giovanni da Saletta, feudatario della zona, come indica la lapide murata sulla facciata. Egli intendeva dotare i suoi possedimenti di un luogo per la cura delle anime. Su un lato il coronamento della parete è realizzato a dentelli mentre il campaniletto è composto da bifore. Dopo diverse acquisizioni la chiesa fu donata nel 1983 dall’ultimo proprietario al Comune di Copparo e alla Ferrariae Decus. All’interno della chiesa sono stati recuperati alcuni resti di pregevoli affreschi di scuola bolognese del XIV sec. dedicati a storie di vita della Vergine.

MUSEO ''LA TRATTA''

Il museo nasce nel 1986 con l’acquisto della raccolta di materiali della civiltà contadina del Basso Ferrarese di proprietà di Severino Peron, cui si sono aggiunte negli anni, varie donazioni di privati.
Dal 2000, grazie ad un intenso progetto di restauro, il museo trova sede presso la casa colonica con annesso fienile denominata “La Tratta”, riportando il più possibile gli oggetti alla loro collocazione originaria.
L’esposizione ha privilegiato l’esplicazione dei principali cicli produttivi tipici della zona del Copparese, quali: ciclo del grano, ciclo del vino e ciclo della canapa, cercando di allestire gli ambienti domestici come la cucina, la stalla, la camera da letto, al fine di rendere efficace una lettura il più possibile fedele alla realtà trascorsa. Dal 2004 il Museo rimane aperto solamente per visite guidate su prenotazione.
Il 22 maggio 2020, il Comune di Copparo propone all’Associazione “Archeologi dell’Aria” e all’Associazione di rievocatori “Storia in Grigio Verde” una convenzione per la ripresa delle attività presso il museo della civiltà contadina.

1607886564020

Archeologi dell'Aria APS

Archeologi dell’Aria è una associazione di promozione sociale NO PROFIT formata da volontari, esperti e appassionati cacciatori di CRASH POINT degli aerei della Seconda Guerra Mondiale nel territorio Italiano ed opera nella ricerca di aerei precipitati nel XX secolo con particolare riferimento alla Seconda Guerra Mondiale, nella ricerca e recupero di piloti e membri d’equipaggio dispersi, nella raccolta, identificazione e salvaguardia di materiale aeronautico inerente la Seconda Guerra Mondiale in Italia, nella ricerca storico archivistica dei documenti inerenti la storia dell’aviazione e dei piloti, con particolare riferimento alla Seconda Guerra Mondiale e alla relativa guerra aerea, ed infine, nella attività di diffusione storico culturale dei fatti e degli eventi legati all’aviazione italiana e straniera in tutto il territorio nazionale, tramite esposizione, convegni, presentazione di libri e laboratori didattici per le scuole e nello stesso Museo La Tratta.

Storia in Grigio-Verde

L’Associazione di promozione sociale e culturale “Storia in Grigio-Verde” è un gruppo di studio e rievocazione storica dedito alla ricerca e ricostruzione dei fatti militari e civili accaduti durante la prima metà del ‘900. Il gruppo conserva e promuove la conoscenza di un periodo fondamentale per storia nazionale, onorando la memoria di tutte quelle donne e quegli uomini che vissero durante i due più sanguinosi conflitti della Storia, ricostruendo ambienti, spaccati di vita quotidiana e situazioni. “Storia in Grigio-Verde” è anche impegnata in una costante opera di ricerca, conservazione e valorizzazione di cimeli e fonti d’epoca, i più tangibili lasciti del XX secolo, trovando nel Museo “La Tratta” la cornice ideale per poter proporre, ai fruitori, un viaggio nel tempo e la possibilità di toccare con mano la Storia delle due guerre.